Virus informatico - Silvio64

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Virus informatico

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Un virus informatico è simile ad un virus biologico: si tratta di un piccolo programma, che contiene una sequenza di istruzioni di cui alcune sono deputate alla replicazione dell'intero programma.
Dopo la fase "riproduttiva", i virus informatici iniziano a svolgere attività di varia natura: distruttive e/o di ostruzionismo.
I virus informatici, come quelli biologici, sono pericolosi per la tendenza che hanno a dare delle epidemie.
Si diffondono tramite il trasferimento di files infetti da un computer ad un altro e, cosa ancor più grave, possono attaccare computers collegati fra loro in rete.
Mentre i virus della prima generazione attaccavano soltanto i file eseguibili (che nel sistema operativo DOS sono riconoscibili in quanto hanno un estensione .COM o .EXE), i virus attuali sono in grado di inquinare molti altri tipi di files e sono anche in grado di cambiare le istruzioni del BIOS caricate in RAM, di diffondersi attraverso gli stessi supporti fisici contenuti nel PC e di danneggiare fisicamente, persino l'hardware.
I virus informatici della prima generazione erano in grado di diffondersi, autoreplicandosi per mezzo degli stessi programmi che essi inquinavano. Tipicamente essi svolgevano due funzioni:
inizialmente copiavano se stessi in programmi non infettati;
in seguito, dopo un prestabilito numero di esecuzioni, eseguivano le loro istruzioni specifiche che consistevano nella visualizzazione di messaggi, nella cancellazione o nella alterazione di files, fino alla cancellazione del contenuto dell'intero hard disk, nella peggiore delle ipotesi.
In questi virus, la sequenza di istruzioni che si attaccava al programma sano era sempre la stessa.
I programmi antivirus riuscirono a contrastare tale tipo di infezione definendo al loro interno delle "librerie" contenenti le stringhe (sequenze di caratteri) di riconoscimento per i diversi virus.
Tali stringhe si riferivano ad alcune sequenze di istruzioni caratteristiche dei vari virus che via via venivano scoperti.
In questo modo gli antivirus potevano neutralizzare l'infezione, ma era necessario il loro continuo aggiornamento allo scopo di ampliare il contenuto delle librerie.
Un sostanziale passo in avanti nello sviluppo dei virus fu rappresentato ai cosiddetti Virus TSR (Terminate and Stay Resident).
Si trattava di virus che, una volta eseguiti insieme ad un programma infetto, rimanevano residenti nella memoria labile (memoria RAM) del computer e infettavano in maniera non obbligatoria altri programmi, solo qualora essi avessero particolari caratteristiche.
La contromossa delle case produttrici fu di dotare tali programmi della capacità di "marcare" (vaccinare) i programmi sani in modo di poter riconoscere immediatamente un'eventuale variazione a loro carico.
Il successivo passo nell'escalation dei virus fu la creazione dei Virus della Boot Area, cioè del primo settore dell'Hard Disk o dei diskette che, semplificando, è è quella parte del disco che è deputata al mantenimento delle conoscenze riguardanti l'organizzazione logica del contenuto del disco stesso.
I nuovi antivirus dovettero quindi provvedere a controllare la presenza di virus anche in queste aree critiche dei dischi.
Tutto il sistema di riconoscimento dei virus a mezzo di stringhe è è venuto meno con la recente comparsa dei cosiddetti Virus Multipartiti o Mutanti, la cui peculiarità risiede nel fatto che possono cambiare fino a milioni di volte il loro codice eseguibile, cioè la sequenza di istruzioni contenuta nei virus stessi. In alcuni casi cambiano le istruzioni, ma il comportamento rimane lo stesso; in altri casi cambiano anche le azioni che il virus compie. A tale famiglia di virus possono essere assimilati anche i cosiddetti Virus Extra Traccia che collocano una parte del loro codice sulle tracce dei dischi che loro stessi creano.
In tutti questi casi, ovviamente, il riconoscimento per stringhe specifiche perde gran parte del suo significato.
Per contrastare tali tipi di virus sono stati creati degli antivirus che effettuano ricerche euristiche, o che effettuano un controllo runtime.
La ricerca euristica si basa sul seguente assunto: ogni virus, quando entra in funzione, usa delle specifiche sequenze di istruzioni per:
Nascondersi
Assumere il controllo del PC
Modificare i programmi eseguibili ecc...
Avendo a disposizione una libreria delle funzioni impiegate dai vari virus si può pensare di intercettare anche virus sconosciuti purchè per attivarsi utilizzino tali funzioni.
Il problema che si pone in questo caso è che i virus possono impiegare delle routine di funzionamento perfettamente legali, utilizzate anche dai normali progammi.
Conseguentemente si rischia di creare degli antivirus "troppo sensibili" che riconoscono come virus anche dei programmi normali, o degli antivirus "troppo poco sensibili" che consentono ad alcuni virus di agire indisturbati.
Una ulteriore e fondamentale questione è relativa al fatto che chi, per primo, fra virus ed antivirus, riesce a prendere il controllo del PC, ha ovviamente le maggior possiblita' di risultare vincitore.
Lo stesso tipo di problema si pone con i cosiddetti sistemi di rilevamento runtime (trappole intelligenti) che agiscono con diverse modalità ma che, in definitiva, hanno anch'essi efficacia solo qualora prendano il controllo del PC prima dei virus.
Ad aggravare la situazione sono comparsi due altri tipi di virus:
Virus dell'I/O<
Virus delle directory








 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
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